lunedì 2 novembre 2009

Insalatina di fine estate

Prova

Lo so che siamo in autunno inoltrato, ma fino a pochi giorni fa chi l’avrebbe detto? La scorsa settimana il termometro della macchina segnava 18°C!

Diciamo che la pioggia arrivata oggi invece è quasi invernale…

Quale momento migliore, quindi, per salutare il caldo con quest’insalatina che ho preparato giusto un paio di settimane orsono?

Più semplice di così non si può: una toma della Valsusa a media stagionatura, gli ultimi peperoni, cipolla rossa e sarset. Come condimento un goccio di olio nuovo toscano e dell’aceto di vincotto ai lamponi.

Sarset è il nome piemontese del songino- o valerianella- da noi conosciuto anche con il nome di valeriana. Da non confondere però con la Valeriana officinalis  da cui si ricavano tinture, infusi, estratti ecc. Parliamo sempre di una valerianacea, ma in questo caso si tratta di Valerianella olitoria.

I sarset, ricchi di vitamina C, hanno un gusto particolare, deciso e leggermente piccante. Si prestano a diversi abbinamenti, ma la morte loro secondo me sono le uova sode e la senape, come li prepara la mia nonna. Da provare assolutamente. Io purtroppo ho un fidanzato che non ama la senape…

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giovedì 29 ottobre 2009

Plum cake mandorle e caffè

Lo so, vi starete stufando di tutti questi plum cake. Il fatto è che io li considero un toccasana mattutino. Cosa c’è di meglio per accompagnare il caffelatte?

 

Immagine

 

A dirla tutta questo è un esperimento mal riuscito :)

Ho preso la solita ricetta di base e ho deciso di renderla più leggera: al posto dei 150 g di burro per 200 di farina ho messo 50 g di burro e 100 g di yogurt intero.

Il caffè liofilizzato era troppo poco perché mi avanzava una sola bustina, mentre credo che siano necessari almeno tre cucchiaini colmi…

Insomma… buonino lo è, anche se un po’ gommosetto rispetto all’altro. Ma è normale considerato che mancano sia il burro che il cioccolato… Certo è che la fragranza di quello lì era tutt’altra cosa :)

Mettiamola così, se siamo a dieta e abbiamo necessità di preparare un dolce questo si può anche fare. Ma non aspettiamoci che stupisca per la sua bontà.

L’accostamento caffè-mandorle a me sembrava perfetto, quindi ritenterò di sicuro.

Le dosi (corrette) per uno stampo da plum cake 24x10:

  • 200 g di farina 00;
  • 3 uova;
  • 170 g di zucchero;
  • 150 g di burro;
  • mezza bustina di lievito;
  • 100 g di mandorle tritate;
  • tre cucchiaini colmi di caffè liofilizzato;

Montate le uova con zucchero fino a che il composto non diventa spumoso. Aggiungete poco a poco il burro fuso, la farina (cui avrete precedentemente mescolato il lievito), le mandorle e il caffè sciolto in pochissima acqua calda.

Versate nello stampo e cuocete a 180°C per circa 50 minuti. La torta è pronta quando infilando uno stecchino all’interno questo ne esce asciutto e pulito.

Questo raccontare dei miei errori e suggerire dei rimedi mi ricorda tanto Julia Child.

Ho visto il film ieri sera e, contrariamente all’opinione generale, mi è piaciuto. Mi sono davvero divertita.

Non dico nulla perché non voglio rovinarvi la sorpresa, ma vi consiglio di andare a vederlo. La scena imperdibile è sicuramente quella delle cipolle…

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mercoledì 28 ottobre 2009

Sformato di spinaci

 Pubblicata

Finalmente una ricetta che fa tanto autunno: lo sformato.

Ero indecisa tra porri e spinaci, ma questi erano già cotti e andavano consumati in fretta.

Non ho trovato molte ricette per lo sformato di spinaci in giro tra i blog, anzi, è stato davvero difficile. Le poche che ho letto erano molto differenti, si andava dalle due alle otto uova per la medesima quantità di verdura…

Alla fine ho deciso di riutilizzare la ricetta di Comida per lo sformato di porri adattandolo alle mie esigenze.

Per 6 piccoli sformati ho usato:

  • un chilo di spinaci (da pulire);
  • 2 uova;
  • 200 ml di panna;
  • una generosa grattata di Parmigiano;
  • una cucchiaiata di pangrattato;

Lavate e mondate gli spinaci, scolateli e metteteli in una pentola (l’unica acqua sarà quella che rimane dal risciacquo, non aggiungetene altrimenti li lesserete. Più acqua c’è meno saranno gustose le verdure) con un pizzico di sale grosso.

Cuocete a fuoco vivo (occhio a non bruciarli, però) per qualche minuto lasciandoli, se possibile, piuttosto croccanti.

Saltateli in padella con un po’ d’olio e un paio di spicchi d’aglio e regolate di sale.

Trasferite gli spinaci nel frullatore, aggiungete le uova, la panna, il formaggio e il pangrattato e frullate il tutto.

Versate negli stampini monoporzione (io ne ho riempiti otto) o in uno stampo grande e cuocete in forno per circa 45 minuti.

Lo sformato sarà pronto quando immergendo uno stecchino all’interno, questo ne uscirà asciutto e pulito.

Va detto che io questa volta volevo ottenere uno sformato che sapesse tanto di spinaci, aggiungendo circa 300 grammi circa di ricotta otterrete circa 16 monoporzioni dal gusto più delicato.

A voi la scelta, certo è che con il lavoro che danno gli spinaci (e questi erano particolarmente puliti) più porzioni si ottengono meglio è :)

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