martedì 26 maggio 2009

Limoncello

Trattasi di post quasi ammuffito... il limoncello si fa -almeno, io l'ho sempre fatto- in inverno. E in effetti le mie cinque bottigliette stazionano in frigo da dicembre.
Dal momento che ogni anno le lamentele si sprecano perché ce n'è sempre troppo poco, stavolta ho deciso di fare una piccola scorta di liquore: due litri!
Che dire, io sono praticamente astemia! E mi sono anche stufata di regalarlo a personaggi che trangugiano Fragolino chiamandolo "vino".
Insomma, da quest'anno riserva personale e per pochissimi eletti!





I limoni arrivano dal solito agrumeto calabrese in cui la frutta non viene assolutamente trattata. La ricetta invece è un arrangiamento delle migliaia che ho collezionato negli anni.

Per un po' più di due litri di liquore (io che sono maldestra ne ho sprecato un sacco nel travaso, non mi ero accorta che una bottiglia era già piena e ho continuato a versare):

- un litro di alcool;

- un litro di acqua;

- 800 grammi di zucchero;

- 12 limoni;

Pelate i limoni e lasciate le scorze (solo la parte gialla, se riuscite) in infusione nell'alcool per circa tre settimane. Possibilimente in un luogo fresco e asciutto e al buio. Trascorse le tre settimane preparate uno sciroppo scaldando l'acqua e versandovi lo zucchero. Non è necessario avere l'acqua bollente, 40° bastano perchè lo zucchero si sciolga rapidamente.

Lasciate intiepidire e unite l'alcool filtrato (delle scorze avanzate non so mai cosa fare e le butto, se avete dei consigli li metterò in pratica il prossimo anno).

Imbottigliate e conservate al fresco almeno due settimane prima di consumare la bevanda. Chiaramente il limoncello va servito ghiacciato.



venerdì 8 maggio 2009

Croissant francesi

Lo so, lo so… sono sempre più imperdonabile… solo che è un periodo particolarmente intenso e cucino poco. In più un paio di mesi fa è arrivata la nuova creatura a sostituire quella scassata dal gatto-killer ed io non ho ancora imparato ad usarla. O meglio, in automatico vengono delle foto pietose, di gran lunga peggiori di quelle precedenti.
Prometto che troverò il tempo per studiare il manuale, nel frattempo vi lascio il link all’utilissimo post di Paoletta, sperando di riuscire un giorno a fare delle foto altrettanto belle.
Per rimanere in tema vi metto anche il link al post sui croissant. Buonissimi, burrosi e fragranti come quelli francesi originali.
Perdonatemi per la qualità delle foto…




Ammetto che non è la mia versione preferita, sono molto campanilista in questo e li preferisco un po’ meno sfogliati e un po’ più “briosciosi”, meno francesi, insomma.
Avevo già sperimentato questa ricetta, ed entrambe mi hanno soddisfatto parecchio, ma Paoletta vince perché i suoi sono più ciccioni.
Se ne aveste altre speditemele, vi prego. Vorrei riuscire a trovare quella perfetta. Perfetto è per me il croissant sfogliato ma anche mollicoso, fragrante ma non troppo, burroso ma non troppo. Di quelli che la morte loro è una farcitura di crema, o di zabaione.
Non so se l’avete capito, non è un blog per patiti della linea, questo…
Per amor di precisione vi dico subito che io ho usato 250 g di burro invece che 290. Bastano e avanzano, per me.
Diciamo che non potrò fare concorrenza a Pierre Hermé ma i miei croissant si difendono bene. Sembrano proprio quelli che mangiavo in Francia.
Prossima avventura i macarons… sono mesi che lo dico ma non trovo mai il tempo per andare a cercarmi i coloranti (che macarons sarebbero altrimenti?!?).


P.S. i croissant hanno fatto una brutta fine… per la prima volta i cani sono arrivati in cima al microonde (che sta su un banco più alto dei tavoli normali): si sono spazzolati 12 piccoli capolavori. Questo ieri sera, adesso sono mogi mogi nella loro cuccia, ho come l’impressione che stiano poco bene… oggi solo carote per purificare, temevo di dover correre nella notte alla clinica veterinaria per bestiaccia con stomaco in torsione, per fortuna questo pericolo sembra scongiurato. Diciamo che anche io dovrei farmi un po’ più furba e smettere di sottovalutare la loro abilità nell’ottenere ciò che desiderano (con me basta fare la faccia triste).

venerdì 10 aprile 2009

Pasqua

Rientro dopo qualche mese di silenzio dovuto a cause di forza maggiore. E ritorno con l'angoscia nel cuore per quanto è accaduto in Abruzzo.
Come spiegavo ad Alex ed Enza, sono abruzzese di cuore. Una parte della mia famiglia vive tra Pescara e Teramo. Dalle parti del Gran Sasso ho trascorso diverse estati e ho nostalgia di quei luoghi.

Sto prendendo contatto con una famiglia che si occupa di radunare vestiti e coperte, chi di voi volesse partecipare (Torino e provincia direi, li raccolgono a Moncalieri) mi faccia un fischio, magari riusciamo ad organizzarci e fare un bel mucchione da consegnare tutto in una volta.

In questo periodo non ho nemmeno cucinato, mi sono limitata a qualche chilo di krumiri su ordinazione per Pasqua. Vi lascio con una foto dei barattoli e prometto di tornare prestissimo. Ho anche la reflex adesso! Devo solo imparare ad usarla... Dalle prove direi proprio che dovrò impegnarmi parecchio. Il colore sembra quello dei krumiri al cacao, ma è colpa della poca luce...







lunedì 19 gennaio 2009

Cake mozzarella e strolghino

Le feste sono finite da un pezzo ma di avanzi ne sono rimasti parecchi.
Ecco un'idea per riciclare quell'avanzo di strolghino che occhieggiava in frigo da qualche giorno supplicando di essere mangiato.
Tanto per capirci, lo strolghino è un salame dal diametro ridotto che si prepara con la carne ottenuta dalla rifinitura del culatello.
Siamo nella Bassa Parmense: nel Palazzo Ducale di Colorno Marchesi ha aperto la sua scuola internazionale di cucina; Lambrusco e Malvasia qui la fanno da padroni; il culatello di Zibello DOP è il salume più pregiato della zona; la gola è il lardo di qualità migliore...
E per non far la figura di quella che pensa solo a mangiare vi faccio notare che a Roncole, frazione di Busseto, nel 1813 nacque un certo Giuseppe Verdi. Ascoltate di nuovo la Traviata, libretto alla mano, se non l'avete mai fatto. Trovo che sia l'opera più commovente cui abbia mai assistito.






La ricetta per uno stampo da un litro circa:
- 180 grammi di farina 00;
- 1 bustina di lievito chimico (io uso quello del Lidl Cusina da 15 grammi);
- 3 uova;
- 10 cl di olio ev;
- 10 cl di latte;
- sale;
- pepe;
- 125 grammi di mozzarella;
- un pezzetto di strolghino;
- burro per lo stampo se non è in silicone o non usate la carta forno;

Pre-riscaldate il forno a 180°C.
In una ciotola mescolate farina e lievito.
A parte sbattete le uova con l'olio e il latte. Salate e pepate. Versate il composto sulla farina amalgamando e facendo attenzione ad evitare la formazione di grumi.
Aggiungete la mozzarella e lo strolghino tagliati a dadini.
Infornate per circa 40 minuti.
Per verificare il grado di cottura infilate la lama di un coltello nell'impasto. Quando ne uscirà asciutta la torta sarà pronta.
Lasciate intiepidire prima di servire.
Un buon Lambrusco è sicuramente l'abbinamento ideale. Noi l'abbiamo accompagnata con un Nero d'Avola niente male, ma anche un bicchiere di Barbera non sfigurerebbe a mio parere. Certo è che bisognerebbe chiedere il parere a qualche esperto sommelier o ad un appassionato che se ne intenda parecchio...

mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale!


Giusto in tempo per gli auguri...
Avevo promesso che mi sarei inventata qualcosa in attesa della macchina foto, ma la pigrizia e le centinaia di faccende da sbrigare prima di Natale hanno preso il sopravvento.
La macchina è tornata e non ho nemmeno dovuto pagare la riparazione, solo mi devo rassegnare a schiacciare il pulsante molto più forte di prima per fare le foto. Una comodità che non vi dico... Per fortuna che c'è sempre in programma l'acquisto di una reflex... Solo in programma!
Vi lascio con un'immagine che sa tanto d'estate, anche se non lo è per nulla. Il vassoio messicano è un regalo anticipato e la marmellata che vedete è quella fatta con i limoni cui avevo rubato la scorza per fare il limoncello (per quello appuntamento a dopo le feste).








Per quattro vasetti:
- 8 limoni;
- la metà del loro peso (puliti) in zucchero;

Premesso che normalmente la marmellata di agrumi si fa anche con le scorze, questa è stata preparata per riciclare dei limoni che ormai non si potevano nemmeno più spremere.
Dopo aver privato i limoni della parte gialla li ho tagliati a metà per facilitare l'operazione di pulizia eliminando anche la parte bianca, ma non la pellicina che ricopre gli spicchi.
Ogni metà è stata ancora tagliata in due parti e ho lasciato i limoni a bagno per una notte in acqua fredda (i miei non avevano semi, nel caso toglieteli, conservateli in una garza e aggiungete il fagottino in cottura).
Il mattino dopo ho scolato gli spicchi, li ho messi in una casseruola, ho aggiunto lo zucchero e lasciato cuocere a fuoco bassissimo per circa un'ora (ricordate di togliere il sacchettino di garza con i semi, se lo avete messo). Controllate in ogni caso che la marmellata abbia la consistenza giusta, piuttosto lasciate cuocere ancora un po'.
Mettete in barattoli lavati con acqua calda o puliti con alcool a 70° e sterilizzate.

Non mi resta che augurarvi un Natale sereno da trascorrere con le persone che amate di più, come farò io quest'anno.Per me il 2008 non è stato un anno positivo, spero che per voi lo sia stato e che a tutti noi il 2009 possa portare un mondo di felicità (ora esagero, ero riuscita a trattenermi fino a due righe fa).


venerdì 5 dicembre 2008

Ri-pausa

Costretta all'ennesima pausa causa furto felino macchina foto...
Il gatto ninja stavolta l'ha combinata grossa, ed io rimarrò senza macchina almeno fino a dopo le feste.
Vedrò d'inventarmi qualcosa...

martedì 25 novembre 2008

Risotto porri e stracciatella

Per festeggiare l’arrivo del freddo (ebbene sì, io festeggio!) un piatto a dir poco sostanzioso…
Ispirata da tutte queste ricette con i porri protagonisti ieri mi sono cimentata in risotto e flan.
Ho preparato il flan la sera ed è stato spazzolato in men che non si dica, quindi niente foto. Da Comida trovate però la ricetta. Rapida da realizzare e di gran successo. La ripeterò sicuramente.






Per la ricetta del risotto:
- 320 g di riso Carnaroli;
- 200 g di porri;
- 60 g di burro;
- Vermouth bianco;
- 1 litro di brodo di verdure;
- Parmigiano;
- stracciatella;

Sciogliete metà del burro in una casseruola e aggiungete i porri. Lasciate appassire per circa cinque minuti e versate il riso.
Fatelo tostare, sfumate con il Vermouth e lasciate che evapori.
Aggiungete il brodo pian piano fino a completare la cottura.
Mantecate con la metà restante del burro e il Parmigiano. Lasciate riposare e aggiungete la stracciatella solo all’ultimo.