mercoledì 30 luglio 2008

Confettura di cipolle rosse di Tropea alla maniera torinese

Sarà che ho preparato questa confettura per una persona davvero speciale, ma trovo che sia riuscita particolarmente bene. Adesso aspetto di scoprire cosa ne pensa la creatura destinataria del dono, a settembre saprò…
La ricetta base è quella di Alex, che io ho un po’ rivisto. Via lo sciroppo di granatina che non mi fa impazzire e via zenzero e cardamomo, perché danno un che di esotico che questa volta volevo evitare.
In compenso ho aggiunto un tocco sabaudo: Vermouth dry al posto del vino bianco. Più torinese di così…



La ricetta originale è qui, questa invece è la mia:
- 1 kg di cipolle rosse di Tropea;
- 350 g di zucchero di canna (io ne ho usato uno peruviano Alce Nero);
- un cucchiaino di sale di Cervia;
- 200 ml di Vermouth dry;
- pepe;
- olio extravergine di oliva;
Sbucciate le cipolle e tagliatele a fette non troppo sottili.
Scaldate tre cucchiai di olio in un tegame capiente e aggiungete le cipolle per farle appassire. Bagnate con il Vermouth, aggiungete lo zucchero e cuocete per circa un’ora facendo attenzione che non brucino e non s’attacchino.
Versate la confettura ancora calda nei barattoli, lasciate raffreddare lentamente e poi sterilizzate.

Barattolo consegnato insieme ad altri tre: confettura di ramassin (primo vasetto spazzolato in tempo record, ho dovuto quasi raddoppiare la dose), confettura di pesche (incognita, non so che sapore abbia, e nemmeno conosco la consistenza) e melanzane per Norma taroccata (quelle sono buone, anche se un po’ sfasciate).

Ieri sera ho anche avuto ospiti: in origine avrebbe dovuto esserci solo il mio amico Alberto, ma poi se ne sono aggiunti altri due… Per fortuna che lui mangia tanto e avevo fatto provviste, altrimenti come facevo a sfamarli tutti?
Con la confettura di cipolle ho fatto una finta pissaladière.
Le ricette migliori secondo me sono da Sandra e Gunther.
Io ho seguito quella di Sandra per la base, sostituendo però la farina integrale con la farina di segale e preparando un impasto molto saporito.
Il contrasto tra il dolce delle cipolle e il salato della base è piaciuto molto. E posso anche dirmi soddisfatta del risultato, anche se in cottura una parte della marmellata è colata sulla teglia incollandosi per benino...



Insieme alla focaccia c’erano dei formaggi da mangiare con il miele e un piatto unico: riso, patate e cozze. O la tiella, da pronunciarsi rigorosamente “tiedda”, per i non pugliesi. Non che io lo sia, ma sono già stata corretta.
Non ho foto perché era troppo tardi e in casa vengono malissimo. Solo posso raccontarvi di quello che ho combinato.
Il tegame in cui hanno cotto i vari ingredienti andava messo in forno: io ho riempito una bella pentola da sette litri praticamente fino all’orlo con una dozzina di strati All’ultimo mi sono accorta dei manici in bachelite…
Stavo già per smontare tutto quando ai due geni (intendo dire geniali sul serio!) è venuto in mente di svitare i manici! Chiaramente in casa non c’era un cacciavite decente, ma il mio preziosissimo amico Alberto l’ha recuperato dal kit che tiene sempre nel bauletto della moto.
Non è andata bene...
Il forno continua a non scaldare (utile, no?!?), quindi la pentola è stata circa un’ora e mezzo in cottura senza che l’acqua bollisse. Risultato: riso per metà crudo e per metà scotto, patate semicrude e zucchine pure. Solo le cozze erano cotte, d’altronde le avevo fatte aprire in un tegame a parte…
Il gusto era anche buono, ma è stata una vera disfatta. Sigh sigh…
In realtà non sono sicura che la colpa sia solo del forno, quindi aspetto a mettere la ricetta della “tiedda”.
Ci siamo consolati con gli sformatini di ricotta, perché il tempo per cucinare era davvero poco e ho dovuto ripiegare su qualcosa di rapido. Li ho rifatti, non preoccupatevi! Non sono quelli di sabato!
Sono piaciuti parecchio in effetti… Almeno questi...
Prometto che più tardi metterò la ricetta del formaggio!

8 commenti:

Chiara ha detto...

Che bel blog! e che ricette!! Complimenti!! Ripasserò spesso...
un saluto
Chiara

Giorgia ha detto...

GRAZIE CHIARA!

Luca and Sabrina ha detto...

Le cipolle di tropea sono per noi le migliori, la marmellata di cipolla è davvero buona, ma non l'abbiamo mai preparata con le nostre mani. Ce l'appuntiamo e proprio ieri siamo passati da Gunther e abbiamo visto la sua pissaladiere, siamo d'accordo con te sul giudizio che hai dato, ma anche la tua "finta" è sicuramente ottima e facile da fare!
E' un piacere averti conosciuto e ci permettiamo di linkarti tra i nostri preferiti!
Baci da Sabrina&Luca

Giorgia ha detto...

quanti complimenti oggi, grazie ragazzi. addirittura tra i preferiti? grazie!

Azabel ha detto...

Interessante questa ricetta, la marmellata di cipolle di Tropea la faccio anch'io ma al vermouth non avrei mai pensato!

Gunther K.Fuchs ha detto...

accidenti che confettura, devo dire decisamente particolare grazie all'idea del vermouth, che io ho solo messo nei dolci e mai pensato si unirlo alle cipolle per una marmelata ma l'accostamento mi piace un sacco

Giorgia ha detto...

in effetti è stato un abbinamento azzeccato. mi piace sperimentare accostamenti particolari tra le bevande e il cibo. nei dolci però non l'ho ancora usato... proverò, grazie per il suggerimento.

Miss Gaia Montebello ha detto...

Come si fà a sterilizzare i baratolli con le conffeture?
Grazie