mercoledì 25 novembre 2009

Disservizi

Vi chiedo scusa ma ho scoperto solo ora grazie a Fiordilatte che i miei feed non funzionano (o meglio, ne funzionano solo 2 su 36). Se qualcuno di voi avesse qualche consiglio da darmi è il benvenuto, perchè io non riesco a risolvere il problema nemmeno leggendomi i post di Creareblog. Non sono rimasta ferma al 26 Ottobre, e ci avviciniamo anche a Natale, ho un sacco di cose da raccontarvi!!!

martedì 24 novembre 2009

Fajitas di pollo tandoori

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Cosa succede quando si ha la folle idea di commissionare ad un uomo l’acquisto di un (leggasi 1!) petto di pollo intero per preparare uno spezzatino?

Succede che il maschio in questione torna con mezzo petto tagliato a fettine, perché ha ricevuto una telefonata proprio mentre il macellaio prendeva il petto, lo tagliava a metà e lo affettava… e vuoi mica lasciarglielo lì?!? Vorrai mica comprarne anche uno intero tanto le fettine si congelano?!?

E voi che ci fareste con mezza porzione di quello che avrebbe dovuto essere il piatto principale della vostra cena?

Innanzitutto pensate ad un accompagnamento, qualcosa di sostanzioso, che riempia, ma leggero: riso o patate (e pazienza se la dieta vorrebbe che non mangiaste troppi carboidrati a cena).

Escluse le patate perché non ce n’è abbastanza, vi orientate sul riso.

Thai, long&wild o basmati? Puntate su quest’ultimo, amando particolarmente la cucina indiana…

Vi ricordate di una ricetta fantastica con dei bocconcini di pollo marinati nella panna e spezie tandoori che avete mangiato al ristorante.

Poi però vi ricordate anche della suddetta dieta, e allora decidete di marinare il pollo nello yogurt. E di trasformare le fettine in fajitas (voglio vedervi a preparare dei dadini!).

Dopo di che prenderete nota e non commissionerete più alcun acquisto riguardante la cucina al maschio di casa, almeno fino al prossimo attacco di pigrizia.

Ricetta per due persone che mangiano poco:

  • mezzo petto di pollo tagliato a striscioline sottili;
  • 150 g di riso basmati;
  • un vasetto di yogurt intero;
  • mezza cipolla;
  • olio extravergine;
  • spezie tandoori;
  • cardamomo;
  • chiodi di garofano;

Condite il pollo con lo yogurt, un cucchiaio di olio, le spezie tandoori (un cucchiaino basterà) e regolate di sale.

Lasciate marinare in frigorifero per almeno un’ora.

Lessate il riso in acqua (la cottura a vapore sarebbe più indicata, ma la pigrizia è pestifera) aggiungendo il cardamomo e un paio di chiodi di garofano.

Poco cardamomo che “che c’azzecca con il basmati?!?”. Certo che se al posto vostro glielo servisse Aishwarya Rai ingoierebbe la confezione per intero… Altro che lamentarsi!

Preparate un soffritto con poco olio e abbondante cipolla e versate il pollo con la sua marinatura.

Lasciate cuocere per un quarto d’ora circa a fuoco vivace.

Servite le “fajitas” calde accompagnate dal riso bianco e preparate la lista per la spesa di domani (che farete voi, chiaramente…).

Crema di carote, patate e rape al garam masala

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Non so come funzioni per voi, ma io prima del Natale mi metto sempre a dieta per qualche giorno… Per strafogarmi senza sentirmi in colpa durante le feste.

Fortuna vuole che in casa tutti adorino zuppe e creme di verdura.

In più la ricetta è facile e veloce da preparare, più di così cosa si potrebbe desiderare? Inoltre, per la prima volta in vita mia, ho cucinato le rape!!!

Ero stata incuriosita da Virginia, che aveva deciso di provare a prepararle pur non essendo una “rapa-addicted”.

Ebbene, conferiscono alla crema un piacevole sapore “zenzeroso” che la rende particolare. Il prossimo esperimento sarà con le rape nature.

Ricetta per due persone:

  • 4 carote di medie dimensioni;
  • due patate;
  • una rapa;
  • mezza cipolla;
  • un vasetto di yogurt greco;
  • garam masala;

Tagliate a tocchetti le verdure e cuocetele in acqua salata lasciando da parte un paio di fettine di cipolla molto sottili. Una volta cotte eliminate parte dell’acqua di cottura e frullate.

Salate lo yogurt e aggiungete la cipolla avanzata tritata.

Le spezie possono essere aggiunte sia alla crema che di verdura che alla salsa di yogurt.

Io ho preferito aggiungerle alla crema, così da mangiarne una parte senza salsa. Devo dire che mi è piaciuta si con che senza yogurt.

Il garam masala poi, ha stemperato il retrogusto di carota cotta che a me proprio non piace.

lunedì 23 novembre 2009

I cornetti di Paoletta

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Finalmente li ho provati! Buonissimi, anche se non sono quelli che sto cercando…

Troppo simili ai miei (che sarebbero i burrosissimi francesi), anche se deliziosi.

Il fatto è che io vorrei la ricetta del croissant “torinese", e chissà se la troverò mai… mi sa che dovrò accontentarmi delle varie capatine da Ghigo, Mulassano e Gertosio (e dubito fortemente di riuscire a scucirgli la ricetta).

I miei preferiti sono quelli croccanti fuori e sfogliati ma “briosciosi” all’interno. Questi sono più o meno così, ma il sapore del burro è preponderante, cosa che non deve succedere per il croissant dei miei sogni. Non tanto perché non mi piaccia sentire quel sapore (tutt’altro), ma perché alla lunga li trovo un po’ nauseanti. Come se i miei favoriti non lo fossero…

I Torinesi che sono stati in almeno uno dei bar/pasticceria di cui sopra hanno sicuramente capito cosa sto cercando. Gli altri mi devono perdonare ma ho paura di non riuscire a spiegarmi a dovere. La ricerca della ricetta perfetta è diventata tuttavia una missione, e sono sicura che prima o poi riuscirò a trovarla.

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Quanto alla ricetta di Paoletta… io devo aver commesso qualche errore. La sfogliatura non è venuta granché bene e in cottura i cornetti hanno perso molto burro (cosa che normalmente non mi succede). Tra l’altro non sono riuscita a stendere la pasta quanto avrei voluto e ho dovuto preparare delle brioches enormi quando avrei preferito formare dei mini-croissants.

Dovrò riprovare inumidendo un po’ l’impasto, credo…

Non li ho farciti (paradisiaco è per me  il croissant alla crema) perché altrimenti sarebbero stati troppo pesanti.

Non sto a riscrivere la ricetta perché le spiegazioni di Paola sono insuperabili, come le sue foto. Vedrete che prepararli non è così complicato come si potrebbe pensare…

giovedì 19 novembre 2009

Il biscotto bretone

pubblicata

Rubo questa ricetta a Camille, del blog Cakes in the city.

Quando vado in Francia non manco mai di tornare con quintali di sablés bretons. Peccato non abbia così tante occasioni di fare un salto al di là delle Alpi nei giorni feriali quando i negozi sono aperti…

E quindi, se la montagna non va a Maometto, sarà lui ad andare da lei (e qui calza a pennello…).

Ricetta sperimentatra e approvata, da modificare solo leggermente: i biscotti che compro normalmente sono più croccanti, questi sono un po’ troppo morbidosi per i miei gusti. Magari anche i sablés di PH sono così, ma io compro sempre quelli del supermercato… e mi piacciono tanto.

Era da tanto che non preparavo dei biscotti, e con l’occasione ho potuto anche mettere alla prova i miei nuovi stampini dalle forme più strane: culla, biberon, ombrello, innaffiatoio, slitta, borsetta, ballerine, abito, fiocco di neve ecc.

Sono davvero molto carini, anche se purtroppo l’acciaio viene spacciato per inox, ma tanto inossidabile non è (è forse l’unica pecca, ma non è mica cosa da poco!).

Ricetta per circa 50 biscotti (piccoli e grandi):

  • 200 g di burro morbido (non fuso, raccomanda Camille);
  • 120 g di zucchero;
  • 3 tuorli;
  • un pizzico di sale;
  • 370 g di farina (1 se possibile);
  • un rosso d’uovo stemperato con un goccio d’acqua per la doratura;

Mescolate il burro, i tuorli e lo zucchero per ottenere un composto spumoso.

Aggiungere la farina e il sale (io ho usato del fior di sale di Guérande). Mettete l’impasto ottenuto (che sarà molto morbido) nel frigo per almeno una ventina di minuti.

Trascorso questo tempo infarinate leggermente il piano di lavoro e stendete l’impasto ad un’altezza di circa 4 mm.

Spennellate con il tuorlo una prima volta, lasciate passare cinque minuti e ripetete l’operazione. Se volete potete a questo punto tracciare quelle righe decorative tipiche di questi biscotti (io sono pigra, lo sapete).

Infornate a 160°C per circa 12 minuti, il bordo deve essere solo leggermente dorato.

Questi biscotti, insieme ai krumiri, andranno a riempire le scatoline natalizie che a breve vi mostrerò.

venerdì 13 novembre 2009

Lavori in corso

Sono una frana, lo so. La mia Canon è in riparazione... a soli 10 mesi di vita...
Non appena ritornerà riprenderò a postare da dove ci eravamo lasciate, promesso.

lunedì 2 novembre 2009

Insalatina di fine estate

Prova

Lo so che siamo in autunno inoltrato, ma fino a pochi giorni fa chi l’avrebbe detto? La scorsa settimana il termometro della macchina segnava 18°C!

Diciamo che la pioggia arrivata oggi invece è quasi invernale…

Quale momento migliore, quindi, per salutare il caldo con quest’insalatina che ho preparato giusto un paio di settimane orsono?

Più semplice di così non si può: una toma della Valsusa a media stagionatura, gli ultimi peperoni, cipolla rossa e sarset. Come condimento un goccio di olio nuovo toscano e dell’aceto di vincotto ai lamponi.

Sarset è il nome piemontese del songino- o valerianella- da noi conosciuto anche con il nome di valeriana. Da non confondere però con la Valeriana officinalis  da cui si ricavano tinture, infusi, estratti ecc. Parliamo sempre di una valerianacea, ma in questo caso si tratta di Valerianella olitoria.

I sarset, ricchi di vitamina C, hanno un gusto particolare, deciso e leggermente piccante. Si prestano a diversi abbinamenti, ma la morte loro secondo me sono le uova sode e la senape, come li prepara la mia nonna. Da provare assolutamente. Io purtroppo ho un fidanzato che non ama la senape…