venerdì 18 dicembre 2009

Oriental style

Mangiare da sola non mi è mai piaciuto: sarà che non sono abituata…

Sta di fatto che oggi mi toccava pranzare sola soletta, e avevo anche un po’ di tempo da dedicarmi. Bando quindi alla solita pasta integrale all’olio e al solito riso bollito (non so perché ma sono i piatti dei giorni di solitudine) e spazio alla cucina “asiatica”.

In freezer avevo dei piselli da finire perché aperti da una vita e delle mazzancolle da assaggiare. In frigo un avanzo di porro stazionava da settimane e mi supplicava di finirlo.

Ho fatto un po’ ad occhio, ho pesato solo il riso.

Il risultato è stato questo

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Gli ingredienti per una persona:

  • 60 grammi di riso thai profumato;
  • 6-8 gamberi o mazzancolle;
  • un po’ di piselli surgelati;
  • qualche rondella di porro tagliata molto sottile;
  • olio evo;
  • salsa di soja;

Ho messo il riso a cuocere in acqua leggermente salata (poco). Nel frattempo ho cotto i piselli a vapore (ma si possono anche far bollire) e ho sbollentato le mazzancolle in acqua sempre molto poco salata.

Ho preparato un soffritto (con un cucchiaio d’olio e circa 6 rondelle di porro spesse non più di un mm, perché devono appassire rapidamente) in cui ho fatto saltare per un paio di minuti i piselli cotti al dente, le mazzancolle e il riso scolato poco prima della fine della cottura.

Un paio di cucchiaini di salsa di soja e il pranzo orientaleggiante era pronto. Ho perso chiaramente tempo a fotografarlo e si è intiepidito, ma era comunque molto buono. Diciamo che sarebbe perfetto anche per l’estate :)

venerdì 4 dicembre 2009

Le ricette del cuore

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Leggevo l’altro giorno l’ultimo post di Francescav, che partecipa al meme lanciato dagli Scribacchini, in cui bisogna pensare ad una ricetta che abbia lasciato il segno.

Ammetto che sono davvero tante le ricette che mi stanno a cuore, per un motivo o per l’altro. Ma tra queste ne ho scelte due: il no knead bread e la confettura di ciliegie.

Ho scelto questo pane perché è diventato ormai una costante: il nostro pane quotidiano. Lo preparo due o tre volte a settimana e poi lo congelo. Il bello è che è facilissimo, velocissimo e si presta ad un’infinità di varianti. Già sperimentate: formaggio (fontina e caciocavallo); salame, prosciutto cotto, olive, paté d’olive, cumino, curry, tandoori, pomodori secchi, erbe di Provenza, timo, maggiorana, basilico, cipolle, nocciole… e poi non me ne ricordo più.

Trovate la ricetta da Dandoliva. Difficile che non l’abbiate ancora sperimentato, ma se per caso ve lo foste perso, provatelo! E’ eccezionale. Quello della foto è ai semi di lino. A proposito, qualcuno ne vuole?!? Me ne hanno regalato un chilo! Manco fossi una mucca in procinto di partorire!

L’altra protagonista della foto è invece la confettura di ciliegie. Una vera delizia che ho preparato questa primavera ma di cui non avevo mai scritto. E che sicuramente ripeterò il prossimo anno.

Comincio col dirvi che dovete amarla davvero tanto, perché altrimenti non vale la pena fare tutto quel lavoraccio.

Soprattutto dovete munirvi di uno snocciola ciliegie. Possibilmente quello a stantuffo con la vaschetta perché con quello singolo s’impiega molto più tempo.

Per 4 vasetti da 250ml:

  • 3 chili di ciliegie da snocciolare;
  • metà del peso delle ciliegie snocciolate in zucchero;

Denocciolate le ciliegie e mettetele a macerare una notte con lo zucchero. Il giorno dopo cuocete per una ventina di minuti e invasate.

Per gli accorgimenti da adottare nella preparazione delle confetture vi rimando ad un vecchio post.

Vi saluto e me ne vado qualche giorno in montagna…

martedì 1 dicembre 2009

Crema di bietole, ciapinabot, rape e patate

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I non piemontesi si staranno chiedendo cosa sia un ciapinabò: ma un topinambur, no?!?

Ecchessarebbe un topinambur? Avete presente quel tuberino che un po’ ha la faccia dello zenzero e un po’ quello della patata dolce ma con il gusto di carciofo? Proprio lui!

Dovete sapere che, contagiata da Virginia, ho deciso che anche noi avremmo dovuto mangiare rape e barbabietole. Che però non ci piacciono!

Con le barbabietole è andata proprio male, le ultime quattro fettine (per sicurezza ne avevo comprata una sola, per fortuna) se le sono sbafate i bambini fetenti. Che le hanno apprezzate particolarmente e non sembravano soddisfatti dalla porzioncina misera misera. E se non siamo riusciti a finirle noi che piuttosto che avanzare il cibo rischiamo l’avvelenamento o l’indigestione… vuol dire che proprio non era destino.

Con le rape è andata un po’ meglio: non ci piacciono nemmeno quelle, ma le ho mascherate un po’ e adesso ne rimangono solo più due.

Una è finita in questa crema ai topinambur, l’altra in un’orrida composta che però ha avuto un grande successo (vai a capire…) e di cui vi racconterò a breve.

Dicevamo, la crema. Ho fatto tutto ad occhio, ma se non siete in cinque dimezzate almeno le dosi:

  • 500 g di topinambur;
  • 1/2 rapa;
  • 400 g di bietole surgelate (non avevo voglia di comprare quelle fresche e lavarle, ma siamo in stagione);
  • 3 patate grandi;
  • 1/4 di cipolla rossa;

Cuocete le bietole come indicato sulla confezione (in poca acqua bollente). Aggiungete i topinambur lavati, spazzolati e tagliati a tocchetti (non si pelano), le patate, la mezza rapa e la cipolla. Lasciate cuocere fino a che le patate non si saranno ammorbidite e frullate.

Nella foto ho servito la crema accompagnata da una manciata di mandorle tritate, ma anche la versione più campagnola olio e Parmigiano non è niente male.