domenica 9 ottobre 2011

Pesto di fine estate

Ritorno con un leggerissimo ritardo sui venti giorni di vacanza previsti, ma fare i lavori nella casa in cui si abita è un’esperienza che augurerei solo ai miei nemici…

Dunque, siamo a buon punto: la cucina è quasi del tutto completata, eccezion fatta per due cassoni pieni di pentolame e amenità varie e per un paio di particolari quasi del tutto trascurabili; le altre stanze sono più o meno a posto (non una che lo sia definitivamente) ma di lavoro ce n’è ancora. E io continuo a sperare di farcela per Natale.

E poi c’è il lavoro, che non poteva certo aspettare che terminassimo di demolire, ricostruire, imbiancare, pavimentare (dimenticavo, gli smalti! quasi tutti da fare)…

E poi ci sono stati i muratori che “sarebbe un bel parquet ma è troppo rovinato e non abbiamo tempo né soldi per farlo restaurare, per il momento lo copriamo” e loro lo hanno inciso, grattato, scorticato, allagato perché tanto “avevate detto che lo coprivate!”; e pazienza se hanno incassato le prese storte, tanto “gli metti un mobile davanti e non si vedono più”; e pazienza se “non è casa nostra, chiudiamo questa porta con del gasbeton (simil cartongesso)” e invece abbiamo trovato una parete di mattoni “perché era più comodo” e ce l’hanno anche fatta pagare di più…

Adesso i muratori non ci sono più per fortuna e io mi godo la mia casetta in divenire. E sono alla ricerca di un tavolaccio anni ‘50-‘60 di quelli brutti, magari con il piano in formica, da dipingere di bianco e farlo diventare bellissimo.

Intanto vi posto l’ultima ricetta dell’estate, preparata il giorno prima di abbandonare casa ancora del tutto ignari del nostro destino.

 

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Le dosi sempre a naso. Gli ingredienti speciali invece.

Il basilico è quello del mio balcone. All’inizio mi faceva un po’ schifo pensare di usare delle piante cresciute praticamente in centro città (ci sarà pure il parco vicino ma temo che l’aria non risenta granché delle sue influenze a questa distanza), poi ho pensato a tutti quei campi bordo-autostrada da cui viene gran parte di frutta, verdura e cereali che mangiamo e mi son detta che fare la snob sull’origine del basilico era quantomeno ridicolo.

Il formaggio invece è un ottimo pecorino della Basilicata prodotto con il latte di pecore che credo (e un po’ lo spero anche) che un’autostrada non l’hanno mai vista.

L’olio è un buon olio extra vergine, ma preferisco non interrogarmi sulla posizione degli ulivi.

I pinoli invece sono dei buonissimi semi bio che ho comprato in un negozio che ha aperto da qualche mese vicino a casa e in cui se potessi pianterei le tende. Si chiama L’Indispensario, per i torinesi posso dire che si trova in piazza De Amicis 80/c, metro Stazione Dante (Oddio, mi fa un certo effetto dare indicazioni sulle stazioni della metro!). Non ha ancora un sito, ma presto sicuramente l’avrà. Lo gestiscono Chiara e Roberto, che provengono dal campo dell’arte contemporanea e che al momento si dividono tra la vita precedente e questo magnifico negozietto arredato con i mobili di una vecchia merceria ridipinti in attesa di potercisi dedicare completamente. Ci sarà sicuramente occasione di riparlare di loro e di questa botteguccia in cui hanno, per ora, circa 120 diversi tipi di spezie e poi farine, risi, cereali, frutta essiccata, caffè, tè, tisane, mieli, confetture, saponi. Sicuramente ho dimenticato qualcosa.

Dicevamo, dosi a naso per un pesto casalingo anche nell’origine dell’ingrediente principe. Lo so che qualcuno storcerà il naso, ma purtroppo per ora l’orto dei miei sogni al limitare di un bosco è ancora un sogno, appunto.

Per un vasetto da 250 ml:

  • un bel po’ di foglie di basilico (io ho pelato la mia pianta);
  • un paio di manciate di pinoli;
  • un’abbondante grattugiata di pecorino semistagionato (perché mi piace di più);
  • uno o più spicchi d’aglio pelati;
  • olio evo qb;
  • sale;

Lavate bene le foglie di basilico (io non ho usato i gambi perché non erano bellissimi, ma c’è chi lo fa e non credo si rovini la qualità del pesto. In più non si spreca nulla) e asciugatele ancora meglio se volete avere una salsa di un bel verde brillante. Con le foglie bagnate otterrete una crema più scusa.

Mettetele nel frullatore insieme ai pinoli, ad un po’ d’olio (andate ad occhio, eventualmente partite da un cucchiaio e poi aggiungetene a vostro piacimento), al pecorino grattugiato, al sale e a mezzo spicchio d’aglio.

Date una prima frullata e poi regolatevi secondo il vostro gusto. In particolare fate attenzione all’aglio, c’è sempre tempo per aggiungerne.

Lo so che qualcuno storcerà anche il naso sul frullatore, ma io lo trovo buonissimo ugualmente. Se volete potete sempre sostituire l’elettrodomestico con un più affascinante mortaio in marmo. Che io avrei anche, ma che ammetto di non usare per pigrizia (e perché se ci faccio il pesto una volta poi dovrei usarlo solo per quello).

4 commenti:

mariangela ha detto...

anch'io faccio il pesto con il mixer e viene buono, mi hai dato l'idea, pelerò anch'io la piantina di basilico del mio terrazzo
auguri per la tua casa, queste situazioni sono un delirio e sembrano non finire mai

twostella il giardino dei ciliegi ha detto...

Ops, anche io sto per fare qualche lavoro in casa ... E cerco di mantenermi calma per evitate di "pestare" qualcuno al posto del basilico :-P

Giorgia ha detto...

@mariangela: sono contenta di non essere da sola allora :)
@twostella: in bocca al lupo! e sappi che ti sono vicina :)

India Pharmacy ha detto...

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